Le donne e la moda.



Perché le donne dipendono particolarmente dalla moda?


È dalla debolezza della posizione sociale alla quale le donne sono state condannate per la maggior parte della storia che deriva il loro vincolante rapporto con tutto ciò che appartiene al “costume”, con “ciò che si conviene”, con la forma di esistenza generalmente valida e approvata. Infatti il debole evita l’individualizzazione, il basarsi oggettivamente su se stessi, con le proprie responsabilità e la propria necessità, il difendersi da sé con le proprie forze. Soltanto la forma tipica di una collettività gli assicura quella protezione che impedisce a chi è forte di utilizzare il sovrappiù delle sue energie.

Mantenendosi sul terreno solido del costume, della media, del livello generale, le donne aspirano intensamente all’individualizzazione e alla distinzione della personalità che sono ancora relativamente possibili. La moda offre loro una felice combinazione: da un lato un campo di imitazione generale, un nuotare nella più ampia corrente sociale, una liberazione dell’individuo dalla responsabilità del suo gusto e delle sue azioni, dall’altro una distinzione, un’accentuazione, un ornamento individuale della personalità. Sembra che per ogni classe di persone, anzi verosimilmente per ogni individuo, esista un determinato rapporto quantitativo fra l’impulso all’individualizzazione e quello a confondersi nella collettività.

Di conseguenza se il raggiungimento della meta da parte di un impulso è inibito in un determinato campo della vita, egli ne cerca un altro in cui attuare la misura di cui ha bisogno. Anche fatti storici ci avvicinano al concetto della moda come della valvola attraverso la quale il bisogno delle donne di una certa quantità di distinzione e di rilievo personale trova uno sfogo quando il suo appagamento è maggiormente negato loro in altri campi. Nel XIV e XV secolo assistiamo in Germania a uno straordinario sviluppo dell’individualità. La libertà individuale spezza gli ordinamenti collettivi del Medioevo. Ma all’interno di questo sviluppo individualistico le donne non trovarono posto, vennero defraudate della libertà di movimento e di quella di espandere la loro personalità.

Si risarcirono nel vestire con le mode più stravaganti e ipertrofiche che si possono immaginare. Vediamo che al contrario in Italia la stessa epoca concede alle donne lo spazio per uno sviluppo individuale: le donne del Rinascimento avevano più possibilità di formazione individuale, di attività esterne, di differenziazione personale di quante da secoli venivano loro concesse, in particolare negli strati più elevati della società per gli uomini e per le donne l’educazione e la libertà di movimento erano quasi le stesse. Non abbiamo notizia di particolari stravaganze nella moda femminile dell’Italia di quel periodo.

Il bisogno di dimostrare la propria individualità conquistando una grado di eccellenza in questo campo manca perché l’impulso che vi si esprime ha trovato in altri campi una soddisfazione adeguata.

G. Simmel

dal libro La moda